Spesso si dice che l’Arte e la bellezza salveranno il mondo. Un mondo sempre più diviso,competitivo, in bilico tra vecchio e nuovo, tra ricchi e poveri, tradistruzione e creazione.
L’arte ci dà e ci insegna tanto. In sua compagnia possiamo vivereesperienze uniche, ci connettiamo con il tutto, con gli artisti, con l’umanità: attraverso l’espressione artistica è come se un filo invisibile ci unisse, anche se migliaia di chilometri ci separano dalle altre persone.

Tramite l’arte, capiamo che i sentimenti sonouniversali e che tutti sperimentiamo l’amore, l’allegria, la tristezza, stando dove stiamo, essendo chi siamo. Ognuno di noi vive vite completamente diverse e riceve stimoli personali, ma stessi sentimenti ed emozioni possiamo percepirli attraverso un’opera.

L’arte è da sempre una cura per l’anima ed il rifugio di molte persone. Spesso pensiamo di essere inutili e pieni di imperfezioni e che niente valga la pena. In quei momenti possiamo entrare in un museo e contemplare opere che ci fanno stare meglio oppure possiamo giocare con un nostro talento nascosto e trovare in noi stessi quella creatività ancestrale, selvaggia e prorompente che ci aiuta a capire che niente è perduto, siamo noi i creatori della nostra vita. A tutti piacerebbe avere doti artistiche, esprimersi con un quadro, una scultura, una poesia, fare musica o danzare, è una sensazione meravigliosa e unica. Anche chi crede di non possedere queste qualità è capace di amare ed apprezzare le opere d’arte.

Quando ero un’adolescente arrabbiata ed incompresa e vivevo a Firenze, spesso bigiavo da scuola, dove non mi sentivo accettata per andare nelle sale magiche della Galleria degli Uffizi e viaggiando nello spazio tempo nella mia anima andavo a parlare con Giotto, Michelangelo e Botticelli. Mi sembravano più vivi dei professori e degli esseri umani che frequentavo e mi hanno insegnato tanto di quello che sono diventata dopo.

Leggevo recentemente che è stato presentato un interessante lavoro da un gruppo di ricercatori norvegesi, con a capo Koenraad Cuypers. Lo studio è stato fatto su 51.000 personeSecondo Cuypers e il suo gruppo di ricercatori, dipingere, scrivere, recarsi ad una mostra o suonare uno strumento musicale, ci fa sentire più felici e in salute.

Una delle conclusioni più nuove rivelate da questo studio consiste nel fatto che gli uomini sono più felici e godono di miglior salute quando possono “assistere” alla cultura, mentre alle donne succedeva il contrario: la creatività, essere loro stesse e realizzare le attività artistiche le faceva sentire più soddisfatte, rispetto alla contemplazione dell’arte.

Sia per gli uomini che per le donne l’Arte li aiutava a contattare e riconoscere la frustrazione e le emozioni represse.

La danza, ad esempio, serve specialmente alle persone con problemi alimentari, poiché permette a queste persone di osservarsi costantemente allo specchio per controllare tutti i movimenti del loro corpo e, pertanto, aiuta loro ad accettarsi.

La musica è in grado di calmare alcuni dolori, perché ha proprietà rilassanti e tranquillizzanti.

La pittura e la scultura aiutano a calmare l’ansia, lo stress e la paura. 

Il teatro è particolarmente indicato per quelle persone con problemi di autostima, perché potenzia la fiducia in se stessi.

Le persone si sentano bene quando scelgono di esplorare queste attività, quando viaggiano nella loro parte creativa, sviluppando il  potenziale dell’auto-conoscenza e facilitando l’espressione di se stessi in libertà. Questa arte che esce dalla sola contemplazione per diventare espressione individuale ha la forza di cambiare veramente il mondo attraverso le persone ed assolve al più puro dei suoi compiti: la scoperta del proprio io e la capacità di  mettere in contatto l’Io con il mondo. Un’arte che prende ispirazione dalla vita di ognuno di noi, ma che non la intende come un limite, piuttosto come uno stimolo, trasformando ogni ferita o accadimento in occasioni di cambiamento. Allora e solo allora l’espressione artistica aiuta a trasformare la propria vita in un’opera d’arte unica e plasmata con i propri colori personali.

Ecco in cosa crediamo e quello che abbiamo cercato di realizzare con lo “Spiritual Festival” un luogo dove l’arte diventa cura del corpo, dell’anima e dello spirito.

Purtroppo nella nostra società la depressione e l’ansia sono frequenti ma noi sogniamo che un giorno i medici, oltre ai trattamenti e ai farmaci convenzionali, possano prescrivere qualcosa del genere: “passare un giorno intero all’aria aperta, respirare i colori e l’aria delle stagioni che cambiano, scrivere poesie d’amore anche a chi non c’è più, dipingere con le dita intrise di colori, cantare e fare musica con le pentole della cucina…imparare dai bambini l’arte della felicità giocosa.

Spiritual Festival 2017 Bagnacavallo (FC)

Sabrina Lombardi